Leggere bene


leggereFlaubert scriveva "Come saremmo colti se conoscessimo bene soltanto cinque o sei libri".

Che significa?

Conoscere non è facile. Leggere non è facile.

Perché troppo spesso ci distraiamo, corriamo veloci sulle pagine che invece richiedono accortezza, indagine, attenzione.

Non importa quale libro stiamo leggendo. Importa come leggiamo. Qui si gioca la differenza.

Per questo a volte leggiamo molto e  tuttavia non lo facciamo bene.

Leggere bene. Già.

La lettura è un'esperienza che può modificarci, se la viviamo davvero con ogni fibra del nostro essere.

Non a caso studi recenti hanno dimostrato che la lettura è in grado perfino di influenzare aree del cervello che si attivano davanti a un'esperienza vissuta come fosse "reale"..

Leggere è dunque vivere i libri. A patto che lo si faccia, appunto, per bene.

Bisogna arrivare a sentire quel "brivido sulla colonna dorsale" di cui tanto parla  Nabokov, maestro di scrittura e raffinato indagatore.

Come si comincia? Si comincia "ascoltando" ciò che leggiamo, educandoci a vedere, sentire, gustare, toccare.

La lettura è un'esperienza che coinvolge ogni nostro senso.

Guai a lasciare che i caratteri  depositati in quello spazio bianco rimangano così, come un corpo morto. Devono invece alzarsi in volo, vibrare, farsi materia vivente.

Ed ecco che allora la scrittura prende forma, vive in noi, ci arricchisce, ci fa crescere, ci rende migliori.

Ogni libro è un cammino.

Ogni libro è un'esperienza vissuta.

Ogni libro è un incontro con l'altro.

Ci sono libri che poi rimangono dentro di noi, come una memoria passata, e altri ai quali invece torniamo sempre, ogni volta con lo stesso desiderio, lo stesso stupore, la stessa meraviglia.

A me accade con Borges.

Ho sempre un suo libro accanto. E ogni volta che ne rileggo una pagina, ecco che l'emozione ritorna, aggiunge, scava nuovi spazi impensati, dà luogo a riflessioni inedite, diverse da quelle avute in precedenza.

Abbiamo tutti i nostri "libri magici", quelli che non finiscono mai.

Calvino diceva che i classici sono classici perchè non tramontano mai, sono sempre attuali.

Non possiamo sperare di innamorarci sempre di un libro, di avere sempre la fortuna di un colpo di fulmine.

I libri sono un po' come gli amori.

Ci sono quelli passionali, quelli più razionali. E poi ci sono gli amori tardivi, maturi, e quelli impetuosi della gioventù.

Ogni amore, però, lascia una traccia. Così come ogni libro.

L'imporante è leggere. Leggere bene.

Francesca Pacini - giornalista, art director.

Francesca Pacini è giornalista, art director, docente. Sempre in moto, vive e lavora tra Roma e le Marche, dividendosi fra più contesti, tutti però legati alla parola e all'immagine che a volte la accompagna. Non trova mai pace: il suo motto è "lavori in corso".

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