Universi a misura d'uomo


 

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Universo. O meglio, uni-verso? Quanti e quali sono, i mondi esterni e interiori?

L’uomo, da sempre, ha sete di conoscenza; da sempre è alla ricerca di spiegazioni, verifiche,  elementi che lo facciano sentire vicino alla meta, ovvero, la completa conoscenza dell’universo. E l’essere umano è una parte di questo ampio ed esteso insieme che potrebbe essere definito macro-universo, composto da tanti altri piccoli universi materiali, costituiti da elementi tali: pensiamo alla natura con flora e fauna; ai sedimenti rocciosi, studiati dalla geologia quale straordinaria testimonianza delle diverse ere; oppure ai fiumi, ai laghi e alle montagne, catalogati dalla geografia. Tutti mondi che sono stati e, sono ancora adesso, esplorati nei loro elementi più nascosti che potremmo indicare come micro–universi, all’interno dei quali si nascondono macro importanze. Il ruotare delle stagioni, per esempio: quale meccanismo perfetto permette alla primavera di seguire l’inverno e all’estate di anticipare l’autunno? Eppure un meccanismo c’è, è stato studiato, è conosciuto, ma non è fisicamente tangibile (e guai se si dovesse bloccare). Strumenti tecnici, creati dalle mani dell’uomo, permettono di misurare le distanze seppure tale termine non indichi propriamente un oggetto tangibile; i rapporti tra persone distanti sono oggi molto vicini seppur non ci si possa vedere o toccare fisicamente. Possiamo quindi dire che, i micro-universi tangilibili, sono affiancati da micro–universi astratti, non tangibili fisicamente ma esistenti.

E sono proprio i micro-universi astratti i più difficili da conoscere e dei quali è ancora più arduo raggiungere una totale consapevolezza. Parallelamente anche nel genere umano è possibile riscontrare tale distinzione. I due generi conosciuti Uomo-Donna, rappresentano due macro-universi le cui differenze fisiche sono tangibili, conosciute e concrete, ma la sensibilità che li contraddistingue è sempre in via di sviluppo e non è facilmente prevedibile. Anzi, le varianti che li caratterizzano sono molteplici, addirittura nello stesso individuo.

Questi due macro-universi umani hanno delle fasi che sono state, nel corso dei secoli, ben studiate e catalogate: infanzia – adolescenza – maturità…

Tuttavia il modo in cui sono espresse, non è unico. Ecco i micro-universi: le variazioni che incidono sull’universo astratto dell’uomo sono variabili perché dettate da un fattore unico nel suo genere, il fattore umano. Ed è il fattore umano, dettato a sua volta dalla sensibilità che, a sua volta, è legata alle esperienze delle singole persone le quali, pur avendo caratteristiche uniche e uguali nel genere, nello specifico sono diverse. È una catena i cui anelli si saldano tra loro ma in maniera diversa.

Ecco che l’uomo, macro-universo nel suo genere, è composto da micro-universi dell’essere: bambini gioiosi nell’infanzia, poi proseguono la crescita divenendo adulti consapevoli e maturi; oppure uomini ancora bambini; donne  e uomini adulti ma ancora immaturi; ragazzi già grandi e via dicendo…

L’uomo, inoltre, è sempre stato attratto da un altro universo particolare, fisicamente tangibile: il corpo. Sforzi, affanni, studi, ricerche, hanno visto impegnate le svariate civiltà succedutesi nel corso dei secoli ed è grazie a loro che oggi mani attente ed esperte, guidate da menti altrettanto veloci e rapide, sanno sfogliare questa sorta di enciclopedia vivente. Nulla, però, è fisso e la ricerca a scoprire sempre di più, è inarrestabile. Non appena si raggiunge una meta, ecco sorgere un’altra complicazione e bisogna ricominciare tutto dall’inizio.

Svariati fenomeni sono nascosti nel conosciuto DNA che non finisce mai di intrecciarsi e che sicuramente rappresenta un micro-universo di macro importanza. È un’elica che senza sosta prosegue il movimento ma la rotta talvolta è bloccata da inaspettati cambiamenti. Ed è proprio nella fase di stallo che equipe di medici, scienziati, si adoperano per salvare la situazione e seppur talvolta non raggiungano la conoscenza totale, si avvicinano alla soluzione.

L’uomo nasconde, al suo interno, un universo astratto e sempre in balia di cambiamenti. Talvolta possono sembrare prevedibili ma può accadere che nell’istante in cui si stia pensando ‘Bene, ho capito’ tutto muti nuovamente.

L’evoluzione che fisicamente caratterizza l’uomo è studiata a tavolino e ogni mutazione dà adito a una serie di interrogativi ai quali truppe di soldati combattono per ottenere la libertà dall’oppressore che non ha forma fisica ma compare in un semplice dubbio espresso dal più comune avverbio interrogativo:  “Perché?”

Ed è proprio questo dubbio, micro-universo all’interno del macro-universo linguistico, ad alimentare l’inesaudibile sete di conoscenza dell’uomo.

Francesca Pacini - giornalista, art director.

Francesca Pacini è giornalista, art director, docente. Sempre in moto, vive e lavora tra Roma e le Marche, dividendosi fra più contesti, tutti però legati alla parola e all'immagine che a volte la accompagna. Non trova mai pace: il suo motto è "lavori in corso".

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