L'arte dei manga


shojoChi di noi non ha amato Lady Oscar o Candy Candy? Storie che hanno accompagnato i pomeriggi di un'intera generazione. E che hanno saputo narrare le storie, tutte femminili, di protagoniste suggestive, capaci di ispirarci. Non solo: sono state disegnate da donne. Piccola riflessione sugli shojo manga del "gentil sesso"...

 

 

 


Per troppo tempo il fumetto in Occidente non è stato considerato come un genere al femminile, oscillando tra l'avventuroso per maschietti prepuberi e il pornografico per maschietti dopo la pubertà, e presentando spesso protagoniste femminili ma viste secondo un'ottica maschile se non maschilista.

In questi ultimi anni le cose sono cambiate, grazie anche all'apporto e all'influenza dei fumetti giapponesi, i cosiddetti manga (in Giappone manga è qualsiasi tipo di fumetto, per noi occidentali è diventato sinonimo per antonomasia dei fumetti del Paese del Sol levante), che hanno il loro filone più interessante proprio negli shojo manga, i fumetti destinati a un pubblico femminile.

C'è chi fa risalire le origini di questa cultura fatta da donne per donne all'era Heian, intorno al X secolo dopo Cristo, quando le dame di corte produssero una quantità di opere letterarie di alto livello, delle quali è pervenuto oggi il Genji Monogatari di Murasaki Shikibu: una teoria affascinante, ma più prosaicamente l'inventore dello shojo manga moderno è stato Osamu Tezuka, autore prolificissimo negli anni successivi la Seconda guerra mondiale, che diede vita a Ribbon no Kishi, noto in Italia come La principessa Zaffiro, favola con influenza disneyane su una principessa dal cuore di maschio che deve salvare il suo regno incantato dalle mire di un perfido zio.

Gli shojo manga non sarebbero però oggi quello che sono se non ci fossero state una serie di autrici, nate nella seconda metà degli anni Quaranta, che hanno introdotto tematiche e storie d'avanguardia, facendo del filone qualcosa di più che una raccolta di favolette per ragazzine. All'inizio degli anni Settanta debuttano infatti nomi come Keiko Takemiya, Moto Hagio, Riyoko Ikeda, Yumiko Igarashi, Waki Yamato, ed ognuna di loro porta un vento di rivoluzione su queste storie di cui un numero sempre crescente di ragazzine, ma anche di ragazze e donne, amano nutrirsi, dall'infanzia fino all'età adulta.

Keiko Takemiya, con il suo Kaze toki no uta, da Le amicizie particolari di Roger Peyrefitte, dà vita al fortunato filone degli yaoi e shonen ai, storie di amori tra ragazzi gay, più o meno casti, Moto Hagio racconta storie il fantascientifico claustrofobico Juuichinin Iru! (Siamo in undici!) o il gotico Edgar e Allan Poe, Waki Yamato parla del Giappone sulla strada della modernità con opere come Haikarasan ga toru (trasposto anche in animazione e noto in Italia con il titolo di Mademoiselle Anne) o N.Y. Komachi. Yumiko Igarashi lega invece il suo nome a Candy Candy, favola di formazione celeberrima per l'adattamento animato, e a Georgie!, molto più feuilleton esplicito in manga che non in anime, con anche sesso esplicito, per poi diventare autrice del fantasy con tematica saffica La spada di Paros e specializzarsi poi nel filone dei ladies comics per un pubblico più maturo.

L'autrice più emblematica resta però Riyoko Ikeda, autrice dell'acclamato Versailles no Bara, noto in Occidente come Lady Oscar, con il quale lancia il filone storico, ma anche di altre opere di gran pregio, come il biografico Eroica, il dramma sempre storico Orpheus no Mado e la cronaca scolastica Oniisama e…, da noi Caro fratello. Riyoko Ikeda, vera e propria personalità culturale nel Paese del Sol levante, è, oltre che autrice di manga, saggista, femminista, cantante lirica, ed ha ricevuto nel 2008 la Legion d'Onore dal governo francese per il contributo che ha dato alla conoscenza della cultura d'oltralpe nel mondo.

Molte altre autrici continuano la tradizione degli shojo manga nel Paese del Sol levante, esplorando generi come l'horror, la cronaca scolastica, la storia, con risultati spesso molto lusinghieri ed interessanti. Impossibile citare tutte, ma qualunque siano le proprie preferenze nel mondo degli shojo si trovano davvero storie dai toni più diversi, si va dal romanzo di formazione in campo teatrale, lunghissimo e ancora in corso, di Glass no Kamen, Il grande sogno di Maya, di Suzue Miuchi alle atmosfere gotiche ed apocalittiche delle opere di Kaori Yuki, Angel Sanctuary e Cain in testa, dalla fantascienza New Age di Proteggi la mia terra di Saki Hiwatari alle combattenti della Luna del celeberrimo Sailormoon di Naoko Takeuchi, dalla moderna vita di Nana di Ai Yazawa alla biografia di Cesare Borgia di Fuyumi Soryo, senza dimenticare gli intrecci omosessuali al femminile dei manga minimalisti di Ebine Yamaji o gli omaggi all'Italia dell'ormai naturalizzata italiana Keiko Ichiguchi.

Gli shojo manga hanno saputo inglobare dentro di loro suggestioni e storie di vario tipo, per seguire il pubblico femminile (ma ci sono anche non pochi ragazzi ed uomini che li leggono) dall'infanzia all'età adulta, tra fantasia e realtà, sesso e amore, realizzazione di sé e voglia di vivere e sono un mondo che merita di essere conosciuto, magari partendo dagli adattamenti animati di alcune delle opere di maggiore successo, per poi passare alle serie a fumetti. Un filone in continua evoluzione, che ha ispirato e ispira, mode, musica, stili di vita, molto giapponese in molte sue concezioni ma capace di parlare un linguaggio universale, con elementi di tanti universi dell'immaginario, dal romance alla storia di formazione, passando per la fiaba, il racconto femminista e la vicenda omosessuale, senza pregiudizi e essendo raramente scontato, anche nelle opere più commerciali.

Le donne sono entrate comunque nel mondo del fumetto ovunque, sia come autrici che come lettrici, ma il mondo degli shojo resta un caso a sé, come universo di riferimento a se stante e come luogo di tutte le storie viste al femminile per un pubblico femminile.

Elena Romanello

Elena Romanello -

Torinese, classe 1968, lavora come bibliotecaria, è giornalista presso diversi giornali on line e cartacei, e ha scritto e scrive sia saggi che romanzi fantasy. Si occupa di tematiche al femminile e femministe, diritti civili, animali, cultura in generale, con particolare attenzione per libri e fumetti.

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