Blu

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Riccardo amava la sabbia. Da quando era bambino adorava sentire i granelli sotto i piedi, toccarla con le mani e se capitava, poi, anche assaggiarne un po’.

Quel pomeriggio da scuola li avevano mandati via prima a causa dello spoglio delle schede elettorali. Potevano andare al mare. E così aveva fatto. Al mare c’era anche lui. Il nuovo arrivato. Riccardo gli si avvicinò.

“Ti piace il mare?” gli chiese.

“Non saprei” rispose mentre cercò un posto sul pontile per sedersi.

“Noi a luglio abbiamo attraversato il mar Mediterraneo in nave” proseguì Riccardo mentre nella sua mente prendevano vita i ricordi di quell’estate. Si rivedeva correre scalzo sui corridoi della Costa Crociera per poi tuffarsi in piscina. Per un attimo sentì sulla pelle il profumo dell’olio di cocco che era solito spalmarsi prima di mettersi al sole.

“Anch’io l’ho attraversato quest’estate” rispose con un filo di voce e nella sua di mente vibrarono il rumore delle onde, il sale sulla pelle, l’odore della miscela e della pipì sui pantaloni e l’aria che ogni tanto mancava mentre il mare prendeva il sopravvento e spingeva l’imbarcazione con colpi forti e netti strattoni.

“Era il sogno di mia madre fare questo viaggio. I miei genitori hanno risparmiato molto per poterselo permettere” proseguì Riccardo ripensando alle lacrime di gioia di sua madre, quando suo padre era arrivato a casa con i biglietti per l’intera famiglia per la crociera verso le isole Baleari.

“Anche di mia madre” commentò portandosi la mano dolcemente al cuore. “Non avere paura. Tu e tuo fratello potete salvarvi. Io vi raggiungo il prima possibile. Dai ascolto a tuo fratello, mi raccomando” e le lacrime le pulivano il viso mentre tra le braccia lo stringeva forte.

“Io ho un fratello più grande. Una grande rottura a dire il vero! Non mi lascia mai fare nulla, continua a prendermi in giro!” disse Riccardo facendo una smorfia di disapprovazione.

Questa volta, il nuovo arrivato, non rispose. Lo guardò fisso negli occhi. Poi, osservò il mare e lo rivide sbracciare mentre quell’immenso e profondo blu lo avvolgeva. “Jamal!!! Si fermi, mio fratello è caduto dalla barca” e quella risposta, sorda: “Non posso. Se torno indietro moriremo tutti”.

Riccardo gli sorrise. “Io e te siamo uguali” gli disse e poi aggiunse: “Mi chiamo Riccardo”.

“Io sono Jungle” e gli diede la mano mentre con l’alluce del piede destro si allungò per sfiorare, ancora una volta, quell’immenso… blu.

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La stanza di Virginia, rivista bimestrale di cultura e costume

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